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Ferrari, concessionari più ottimisti: ordini in ripresa e personalizzazioni record
Il sentiment dei concessionari migliora e i valori dell’usato si stabilizzano. Berenberg guarda con fiducia alla capacità del Cavallino di sostenere utili e margini nel lungo periodo
Il terzo trimestre del 2026 conferma la resilienza del business della Ferrari, con segnali sempre più costruttivi provenienti dal canale dei concessionari. «I nostri controlli negli Stati Uniti, in Europa e in Cina evidenziano un ulteriore miglioramento del sentiment, mentre la spesa per le personalizzazioni», sottolinea Berenberg, «continua a mantenersi al di sopra degli obiettivi, rafforzando la visibilità sulla qualità del mix e sulla tenuta dei valori residui», in sostanza quanto vale una Rossa usata dopo un certo periodo di tempo rispetto al suo prezzo da nuova.
Ferrari riserverà una quota maggiore delle consegne della F80 al 2027/28 Tutto questo, secondo Berenberg, consente a Ferrari di riservare una quota maggiore delle consegne della F80 al 2027/28, e quindi di preservare una maggior capacità di generare utili in quegli anni. «I nostri dati lo confermano: dal lancio Ferrari avrebbe consegnato meno di 70 F80, di cui meno di 25 nel terzo trimestre», indica il broker.
Inoltre, la raccolta ordini della Luce, la prima auto elettrica del gruppo, rimane debole, ma il tono dei concessionari si è fatto meno negativo: il mercato dei collezionisti ha registrato almeno sette record, o valori prossimi ai record, per singoli modelli dalla fine di giugno, con in testa la Luce venduta a Monterey per 40 milioni di dollari.
Berenberg conferma buy
I punti di debolezza restano «invariati e circoscritti», con l’Amalfi che rimane al di sotto degli obiettivi di raccolta ordini; tuttavia, il ritmo degli ordini è migliorato rispetto all’ultimo controllo di Berenberg, ora che i clienti hanno la possibilità di provare l’auto e che nessun cliente è rimasto deluso dopo averla provata. «Nel complesso, quindi, i controlli del terzo trimestre di quest’anno ci lasciano fiduciosi sulla casa di Maranello su cui confermiamo la raccomandazione buy e un target price a 384 euro», precisa il broker. A Piazza Affari il 28 settembre l’azione è stabile a quota 356,85 euro.
https://www.milanofinanza.it/news/fe...09281334449513
E se lo dico io....
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"Se gommo tiene,io vince gara!Se gommo non tiene,io come bomba dentro montagna..."
(my friend Markku Alen)
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Rezvani mette il cambio manuale (elettronico) sulle Ferrari che non ce l'hanno
Rezvani presenta Quick Shift, il kit di cambio manuale simulato per Ferrari 458, 488 e 12Cilindri con tecnologia shift-by-wire
Poco prima che Maranello svelasse la propria tecnologia di cambio simulato sulla 12Cilindri, c'era chi oltreoceano lavorava in gran segreto alla medesima idea, ma con una prospettiva differente. Se sei tra coloro che provano una sottile nostalgia per la classica griglia d'alluminio e la leva ad H tra i sedili, sappi che la risposta potrebbe non arrivare direttamente dalla fabbrica, ma dal mondo dei preparatori indipendenti.
Probabilmente conosci Rezvani Motors per le sue creazioni decisamente sopra le righe: supercar estreme e veicoli blindati dal sapore militare. Questa volta, però, l'azienda californiana ha deciso di battere una strada diversa fondando Limitless Engineering, una nuova divisione creata in collaborazione con Studio Carrozzi. L'obiettivo dichiarato? Sviluppare componenti speciali pensati per ripristinare il legame fisico e viscerale tra guidatore e meccanica.
Nasce così il sistema Quick Shift, un dispositivo di cambio manuale simulato sviluppato per riproporre il fascino del selettore ad H sulle supercar di Maranello nate senza pedale della frizione. Al momento il kit è pronto per modelli come Ferrari 458, Ferrari 488 e persino la nuova 12Cilindri, ma la scheda di sviluppo prevede già di estendere l'applicazione ad alcune Lamborghini e alla futura Corvette ZR1.
A differenza della modalità Manuale progettata da Ferrari, il sistema Rezvani impone una scelta radicale: una volta installato il kit, si guida solo con la leva. Tuttavia, se non vuoi rinunciare alla praticità del moderno cambio a doppia frizione, puoi decidere di mantenere i paddle al volante originali e alternarne l'uso a tuo piacimento.
Dal punto di vista meccanico, non c'è alcun collegamento fisico diretto tra il selettore e la trasmissione. Si tratta di un comando shift-by-wire interamente elettronico, realizzato però in alluminio ricavato dal pieno tramite lavorazione CNC, per riprodurre le sensazioni tattili meccaniche, con una piastra a griglia aperta modellata su misura per l'ergonomia dell'abitacolo di ogni singola vettura.
Niente pedale della frizione, quindi escludi a priori il rischio di far spegnere il motore nelle partenze. Potrebbe sembrare un compromesso artificiale, ma il CEO Ferris Rezvani giura di no. Secondo lui i passaggi di marcia risultano veloci, precisi e, contro ogni aspettativa, decisamente gratificanti. Un giudizio fin troppo interessato? Magari un giorno lo scopriremo...
Di buono c'è che, grazie a un'opportuna regolazione del software, la centralina non passa automaticamente al rapporto superiore quando arrivi al limitatore: se porti il motore agli 8.000 giri/min di una 488, la lancetta continuerà a picchiare sul muro del fuorigiri finché non sarai tu ad innestare la marcia successiva.
Tuttavia all'automatismo rimane più di una concessione che, senza aver provato il sistema, lascia quantomeno perplessi. Per esempio la scalata in prima quando ci si ferma a veicolo fermo: il cambio la fa da sola, ma la leva? Ecco, appunto.
L'aspetto più singolare del Quick Shift riguarda proprio la gestione logica della posizione della leva. In un cambio manuale tradizionale, la posizione fisica del selettore corrisponde esattamente all'ingranaggio innestato. Con questo kit no. Se ti fermi a un semaforo, ad esempio, puoi tranquillamente lasciare la leva inserita nell'alloggiamento della quarta marcia.
Dietro le quinte, il cambio a doppia frizione inserisce in autonomia il rapporto corretto per ripartire. Quando muovi la leva per effettuare una cambiata, l'elettronica legge semplicemente l'impulso e comunica alla trasmissione di salire o scendere fino al rapporto che andrai successivamente a innestare.
Ciò è possibile - spiega Rezvani - perché ogni posizione invia un codice identificativo univoco alla centralina, rendendo la gestione fluida e del tutto indipendente dalla sequenza reale. Ma le ricadute sull'eccessiva libertà della leva rischiano di far crollare la credibilità della simulazione.
Un elemento centrale del progetto riguarda la reversibilità dell'intervento. Non essendoci rinvii meccanici o impianti idraulici aggiuntivi, l'installazione non richiede modifiche strutturali al telaio o stravolgimenti al software della centralina motore (ECU).
Tutti i sistemi di sicurezza e l'elettronica di bordo rimangono inalterati. Se un domani ti dovessi stancare dell'effetto nostalgia, gli esperti di Rezvani assicurano che bastano poche ore di officina per rimuovere il kit e ripristinare la vettura alle condizioni di serie.
Quanto costa questa parentesi analogica? Il listino del kit Quick Shift parte da 25.000 dollari (circa 22.500 euro al cambio attuale), auto donatrice esclusa. Non è certo una cifra contenuta, ma resta un investimento decisamente più accessibile rispetto alle quotazioni stellari richieste sul mercato dal Cavallino per gli esemplari manuali d'epoca o i 590.000 euro che servono per una fiammante 12Cilindri Manuale.
https://www.motorbox.com/auto/magazi...-non-ce-lhanno
E se lo dico io....
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Quale delle tante?Originariamente inviato da robeseltz Visualizza il messaggioVabbè qua la citazione del Rag. Fantozzi ci sta tutta!
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