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    • Mi sa di bufala
      Da dove arriva la notizia?
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      • Originariamente inviato da bblover Visualizza il messaggio
        Hamilton potrebbe diventare papà a breve
        Su dagospia non ho letto nulla,neanche su autosprint

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        • La fonte?
          Alessio

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          • La notizia che ho riportato su Hamilton l'ho ascoltata in diretta ieri mattina su Rtl 102.5

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            • Quella su Hamilton sarà una bufala mentre è certa la presenza di Sainz al matrimonio di Leclerc. A distanza di giorni è ancora tutto top secret
              '

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              • Quanto costa mettere un logo sulla Ferrari?
                Le cifre (folli) dietro l’auto da 6 miliardi di dollari
                Nonostante il titolo piloti manchi da quasi 20 anni, la Ferrari (a podio in Australia) rimane la scuderia più ambita. Con sponsorizzazioni da capogiro

                La stagione F1 2026 - ricca di innovazioni tecnologiche - è partita abbastanza bene per la Ferrari, in Australia, con un terzo e quarto posto di Leclerc e Hamilton. La casa di Maranello, quest'anno, consolida un modello economico basato su partnership tecnologiche, finanziarie e industriali. Nonostante il titolo piloti manchi dal 2007, la scuderia modenese rimane la più vincente della storia della F1, con 16 mondiali costruttori. È anche il team che vale di più: la sua valutazione, a oggi, supera i 6 miliardi di dollari.

                Le stime: 100 milioni di euro per Hp
                Comparire come sponsor sull'SF-26, quindi, ha un costo non indifferente. Ma quanto vale ogni logo sulla monoposto? Il principale sostenitore economico è il title partner Hp (computer), il cui investimento raggiunge i 100 milioni di dollari per fornire infrastrutture tecnologiche e gestione dei dati, rileva una stima elaborata di Pillole di economia. Segue Philip Morris International (tabacco) con una quota di 75 milioni di dollari, confermando un legame storico con la squadra. Il settore bancario vede l'ingresso rilevante di Unicredit con 60 milioni di dollari, cifra destinata a iniziative per i tifosi, mentre lo storico partner tecnico Shell contribuisce con 50 milioni di dollari per lo sviluppo di carburanti e lubrificanti.

                Ceva e Richard Mille
                La gestione logistica, fondamentale per un calendario di 24 gran premi, è affidata a Ceva logistics con un impegno di 20 milioni di dollari. Sul fronte dell'innovazione e dell'intelligenza artificiale, Ibm (tech) e Puma (vestiti) investono 15 milioni di dollari ciascuna, stessa cifra stanziata dal marchio di alta orologeria Richard Mille. Il comparto tecnologico e digitale è integrato da Dxc Technology con 10 milioni di dollari, mentre le stime per Bitdefender e il Crypto exchange bingx si attestano a 8 milioni di dollari per ogni marchio.

                Peroni e Whoop
                La rete di sponsorizzazioni include anche Peroni Nastro Azzurro 0.0% con 10 milioni di dollari e l'azienda Ambipar con 6 milioni. Completano il quadro dei finanziamenti i marchi Whoop e Genesys, entrambi con un apporto stimato di 5 milioni di dollari. Queste collaborazioni permettono alla scuderia di operare come un'organizzazione globale, integrando finanza digitale e servizi cloud nelle attività sportive e commerciali su scala mondiale.

                Da today.it
                E se lo dico io....

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                • Compra a Miami una Ferrari F40 per 5 milioni, ma ora l'auto rischia il sequestro in Svezia


                  Venduta all’asta per oltre 5 milioni di dollari, questa rarissima Ferrari F40 con appena 1.418 km potrebbe ora essere sequestrata e riportata in Svezia per una procedura fallimentare.

                  In un’asta RM Sotheby’s a Miami, un facoltoso appassionato ha acquistato una Ferrari F40 con poco più di mille chilometri, pagandola oltre 5,2 milioni di dollari. Fin qui, nulla di strano per una delle Ferrari più iconiche di sempre. Il problema è che, a poche settimane dalla vendita, quella stessa vettura potrebbe finire al centro di una complicata vicenda legale. Questa F40 potrebbe essere infatti reclamata dai tribunali svedesi nell’ambito di una procedura fallimentare.
                  La vettura in questione è un esemplare davvero fuori dal comune. Sul contachilometri compaiono appena 1.418 chilometri, un dato quasi irreale per un’auto che ha superato i trent’anni di età. Tutto è rimasto praticamente com’era all’uscita da Maranello. Telaio, motore e cambio sono ancora quelli originali. Non a caso, nel 2025 l’auto ha ricevuto il Cavallino Platinum Award al Cavallino Classic di Palm Beach, uno dei riconoscimenti più prestigiosi nel mondo Ferrari.
                  L’esemplare al centro della vicenda è una Ferrari F40 del 1992, tra le ultime prodotte prima che il modello uscisse definitivamente di scena. Presentata nel 1987 per celebrare i quarant’anni della casa di Maranello, la F40 è diventata nel tempo una delle supercar più ambite nelle aste
                  Sotto la carrozzeria firmata Pininfarina c’è il grintosissimo V8 biturbo da 2,9 litri capace di sviluppare 478 cavalli, collegato a un cambio manuale a cinque marce. Un’auto brutale, nel senso più puro del termine. Niente ABS, niente controllo di trazione, nessuna rete elettronica di sicurezza. Solo il pilota, la macchina e la strada.

                  Non lascia quindi perplessi se questo esemplare, conservato quasi maniacalmente, sia stato battuto all’asta da RM Sotheby’s a Miami per 5,23 milioni di dollari. Una cifra enorme. Ma non certo fuori scala per un F40 in condizioni così straordinarie. Eppure, pochi giorni dopo la vendita, qualcosa ha iniziato a scricchiolare.
                  Il collegamento con una bancarotta in Svezia
                  La F40 in questione aveva lasciato la Svezia nel 2024. Per poi comparire quasi all’improvviso nel catalogo della casa d’aste americana. E nel frattempo, in Svezia, i curatori incaricati di gestire il fallimento del gruppo immobiliare Kvalitena AB stavano analizzando i beni legati alla procedura. Parliamo di una società con debiti che sfiorano gli 85 milioni di euro.

                  E qui arriva l’inghippo. Durante la verifica dei registri patrimoniali è emerso un dettaglio curioso. Tra gli asset potenzialmente riconducibili alla società compariva anche una Ferrari F40. Il numero di telaio, confrontato con i database internazionali, coincideva perfettamente con quello dell’auto appena venduta negli Stati Uniti. A quel punto la questione ha iniziato a farsi seria.

                  Secondo la curatrice fallimentare Hedvig Mårstad, se il collegamento venisse confermato l’auto avrebbe dovuto essere inclusa nella massa fallimentare destinata a ripagare i creditori. In altre parole, non avrebbe mai dovuto essere venduta.

                  La scoperta è arrivata subito dopo l’asta americana. I responsabili della procedura svedese hanno quindi contattato RM Sotheby’s per capire come l’auto sia riuscita a lasciare il Paese e a finire sul mercato internazionale.
                  Il nuovo proprietario rischia di perdere la sua F40

                  La storia della vettura parte nei primi anni Novanta. L’auto viene costruita nel maggio 1992 e consegnata nuova a Roma nel 1993. Dopo alcuni anni trascorsi in Italia, nel 1999 viene esportata in Svezia, dove rimane per oltre vent’anni nelle mani di vari collezionisti locali.

                  Ed è proprio in questo passaggio storico che si annidano ancora diversi punti poco chiari. Non è del tutto certo chi abbia autorizzato la vendita più recente, né come l’auto sia stata esportata prima di riapparire negli Stati Uniti. Se i tribunali svedesi dovessero stabilire che la F40 appartiene effettivamente al patrimonio della società fallita, la situazione per l’attuale proprietario diventerebbe decisamente complicata.

                  L’auto potrebbe essere sequestrata e riportata in Svezia, dove verrebbe inserita nella procedura giudiziaria e probabilmente rimessa sul mercato per contribuire al pagamento dei creditori.

                  Tradotto in termini molto semplici? Chi pensava di aver appena aggiunto alla propria collezione una delle Ferrari più desiderate al mondo potrebbe ritrovarsi costretto a restituire una supercar da oltre 5 milioni di dollari.

                  E la vicenda potrebbe non fermarsi qui. I curatori fallimentari parlano infatti di una dozzina di altre auto di lusso potenzialmente collegate allo stesso caso: Ferrari, Rolls-Royce e Mercedes di grande valore.

                  Se la vicenda dovesse essere confermata, uno degli esemplari meglio conservati della leggendaria F40 potrebbe passare alla storia per un motivo piuttosto insolito: diventare la supercar più costosa mai finita al centro di una causa fallimentare internazionale.

                  https://www.hdmotori.it/compra-ferra...uestro-svezia/


                  E se lo dico io....

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                  • Non sono un giurista ma credo che il neo compratore sarà tutelato perché la casa d'asta sarà costretta a restituire l'intera somma pagata magari con qualche interesse ed un accordo scritto tra le parti per chiedere tacitamente la questione senza altri strascichi. Al neo/vecchio proprietario rimarrà la beffa di dover restituire un ottimo esemplare di un modello iconico di Maranello ma con quella cifra in Europa secondo me ne troverá altri magari ad una milionata in meno.
                    Neanche la casa d'asta ha grosse responsabilità secondo me. I controlli vengono sicuramente fatti ma se dietro c'è una storia tenuta nascosta....

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                    • Tanto va venduta per ripagare i creditori per cui non cambia nulla al nuovo proprietario...semplicemente i curatori si prendi i 5 milioni meno le spese...loro avrebbero fatto stessa procedura...
                      "....mi piace pensare della ferrari come una versione ridotta di dio...." ​ jeremy clarkson

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                      • Aggiungo che portandola in asta il suo valore è salito alle stelle visto che l'esemplare aveva pochi km o miglia all'attivo . Quindi farebbero bene a ragionare su cercando di individuare la somma pagata dall'acquirente e sequestrate quella piuttosto che l'auto. Certo la casa d'asta che dovrebbe essere R.M dovrebbe collaborare e non mascherare dietro stupidi anonimato venditore ed acquirente.
                        Dino

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                        • https://www.corriere.it/motori/26_ma...e0a38xlk.shtml
                          "Se gommo tiene,io vince gara!Se gommo non tiene,io come bomba dentro montagna..."
                          (my friend Markku Alen)

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                          • Dagospia.com è sempre una ottima fonte di notizie ferrariste

                            https://www.dagospia.com/cronache/ir...vazioni-467443

                            Se la riprende con la Pivetti (giustamente) essendo una ex politica in pensione

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                            • Pivetti è solo uno di tanti casisimili. Per fortuna oltre dieci anni fa hanno aperto gli occhi su questo business delle finte sponso rizzazioni automobilistiche. Conoscevo un soggetto scomparso in era covid che con i miliardi delle vecchie lire aveva acquistato immobili prima in quel di Montecarlo e agli inizi dello sviluppo immobiliare a Dubai,i nipoti mi sembra gemelli si stiano godendo il tutto.

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                              • F1 | In centro a Shanghai c'è il volto di Leclerc ovunque, ma non è una campagna Ferrari...

                                Il volto del pilota del Cavallino è disseminato più o meno ovunque nel centro della città cinese, ma la cosa curiosa è che non si tratta di una campagna commerciale della Ferrari o di un suo sponsor: a pagare gli spazi è stato un tifosissimo del monegasco, che possiede già anche una grande collezione di memorabilia di Charles

                                Il centro di Shanghai è una grande isola pedonale, un mix di attività commerciali immerso in uno scenario frenetico. Qui l’high-tech, che la fa da padrone, si fonde con piccole oasi che testimoniano una tradizione sempre più accantonata. Passeggiando nei giorni che hanno preceduto il Gran Premio, tutti gli addetti ai lavori di Formula 1 hanno notato il volto di Charles Leclerc sui numerosissimi maxischermi sparsi per la città.

                                Una curiosità, ma nulla di più: molti hanno pensato ad una campagna promozionale legata ad uno dei brand associati a Leclerc o ad un’operazione di marketing di uno degli sponsor Ferrari. In realtà non si tratta di una campagna commerciale, né di un’operazione promozionale collegata a Charles o alla Scuderia.

                                Dietro la massiccia presenza di Leclerc sugli schermi di Shanghai c’è infatti un…fan locale. Un super tifoso del monegasco che da anni segue il suo beniamino in modo quasi maniacale e non perde occasione per manifestare la propria devozione.

                                In occasione della settimana del Gran Premio di Cina ha affittato tutti gli spazi disponibili per pubblicizzare l’immagine di Leclerc, che si è così ritrovato, a sua insaputa, su decine di maxischermi. Oltre agli incitamenti in cinese, alcune immagini riportano didascalie in italiano: dal classico “Predestinato” a “Sedici Sempre”. Il costo dell’operazione? Diverse decine di migliaia di euro, ma a quanto pare non è una novità. Il fan possiede infatti una collezione di cimeli di Leclerc per un valore complessivo di diversi milioni di euro…

                                https://it.motorsport.com/f1/news/f1...rari/10805271/
                                File allegati
                                E se lo dico io....

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